Configura il reato di maltrattamenti in famiglia, aggravato da motivi abietti o futili, minorata difesa e presenza di figli minori, la condotta del coniuge che sottopone l’altro coniuge a continue vessazioni fisiche e morali.
L’illecito si realizza attraverso l’abituale esposizione della vittima ad atti lesivi della sua integrità personale e dignità, a cui si sommano la sistematica privazione dei mezzi di sussistenza necessari al nucleo familiare e ripetuti episodi di violenza fisica. Completano il quadro delle condotte persecutorie le costanti molestie attuate tramite messaggi e telefonate dal contenuto gravemente minaccioso, idonee a determinare uno stato di totale prostrazione e una costante condizione di spregio e sopraffazione dell’altro coniuge.
(Cass. Pen., sent., 31 agosto 2026, n. 32393)