La recente Ordinanza della Corte di Cassazione ha affermato il principio dell’adozione quale misura di extrema ratio, censurando la decisione della Corte d’Appello di Roma per gravi carenze istruttorie. La Suprema Corte ha stabilito l’obbligo per il Giudice di merito di effettuare un accertamento tecnico d’ufficio che sia rigorosamente attuale e multidimensionale, tale da non limitarsi alla mera analisi dei profili psicopatologici del genitore biologico, ma esteso alle sue concrete condizioni di vita e ai percorsi di recupero intrapresi.
Secondo i Giudici di legittimità, la definitiva recisione dei legami familiari non può prescindere da un tentativo graduale di ripristino dei rapporti affettivi, supportato dai servizi competenti. In tale contesto, il Magistrato non può abdicare alle proprie funzioni demandando al Consulente Tecnico d’Ufficio decisioni sull’an della ripresa dei contatti, né può ignorare la percorribilità di modelli adottivi meno invasivi in conformità ai principi della Corte Costituzionale (sent. 183/2023) e dell’art. 8 CEDU.
(Cass. Civ., Sez. I, ordinanza, 17 febbraio 2026, n. 3475)