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LA SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE E LA BIGENITORIALITA’ (Corte di Cassazione civile, 24 marzo 2022, n. 9691)

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9601/2022, in virtù della superiorità dell’interesse dei minori rispetto al diritto alla bigenitorialità, ha affermato che la sindrome da alienazione genitoriale, controversa dinamica psicologica che porta i figli a maturare un astio e disprezzo ingiustificato verso un genitore, in quanto patologia non riconosciuta scientificamente, non è di per sé idonee a giustificare un provvedimento di affidamento esclusivo a favore di un genitore, essendo necessari ulteriori elementi che provino la mancanza di competenze genitoriali. La recente ordinanza della Cassazione ha ribadito il precedente orientamento già espresso nel 2016, secondo il quale “il giudice non si deve basare su un giudizio astratto sulla veridicità o invalidità scientifica della suddetta patologia, ma accertare la veridicità in fatto dei comportamenti all’origine della crisi della relazione genitoriale”. Tutti i comportamenti diretti a denigrare la figura dell’altro genitore o ad ostacolare il rapporto di quest’ultimo con il figlio sono indice di una ridotta capacità genitoriale, potendo comportare, nei casi più gravi, la revoca della potestà genitoriale (Corte di Cassazione civile, 24 marzo 2022, n. 9691).

LA SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE E LA BIGENITORIALITA’ (Corte di Cassazione civile, 24 marzo 2022, n. 9691)