Sentenza clamorosa: L’Italia condannata dalla CEDU in tema di Violenza sulle Donne
Il 2 marzo 2017 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per l’inosservanza degli obblighi di cui agli articoli 2 e 3 della CEDU, relativi alla violazione del diritto alla vita e del divieto di trattamenti inumani e degradanti nonché per divieto di discriminazione.
La sentenza è giunta al termine di un processo iniziato con ricorso di una donna Torinese che lamentava la mancata adozione, da parte dell’Autorità Italiana, di misure volte a tutelare lei e i suoi figli.
Nel caso concreto la donna era vittima di maltrattamenti, lesioni e minacce da parte del marito. La donna si era, quindi, rivolta alle autorità per richiedere l’adozione di misure urgenti per tutelare e i figli, non appena l’atto fu notificato davanti al Giudice di Pace il marito tentò di uccidere la donna e uccise il figlio.
Nonostante la condanna dell’uomo all’ergastolo, la donna ha proposto ricorso alla CEDU, la quale richiamando una precedente sentenza del 2009, ha ravvisato la violazione da parte dell’Italia dell’obbligo di adottare misure per proteggere le persone vulnerabili.
La CEDU sottolinea come, l’obbligo nasca nel momento in cui lo Stato ha conoscenza e la certezza dell’imminente pericolo per la persona e nonostante ciò non abbia assunto alcuna misura per tutelarla e, non abbia altresì, instaurato tempestivamente un giudizio penale.
Questa sentenza da un chiaro segnale su tema delicato e attuale quale la violenza sulle donne, che purtroppo in Italia riempie, quasi, quotidianamente le pagine di cronaca.