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NOVITA’ IN TEMA DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

Il reato di maltrattamenti assistiti a danno in un minorenne si configura valutando non la quantità, bensì la gravità degli episodi violenti. Il Giudice deve infatti accertare se le condotte, indipendentemente dal loro numero, siano idonee a danneggiare lo sviluppo psicofisico del Minore secondo la comune esperienza. Sotto un altro profilo, la Legge non richiede la compresenza fisica del bambino nello stesso ambiente in cui si consumano le aggressioni. Per la punibilità della condotta è infatti sufficiente che la vittima percepisca i fatti, anche soltanto attraverso l’udito. Ne consegue che il trauma e l’offesa al Minore sussistono ogniqualvolta egli sia consapevole della violenza domestica in atto.

(Cass. Pen., sentenza, 12 maggio 2026, n. 16973)

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